Cip, il cane dal cuore di fragola

Io sono Cip, come lo scoiattolo della favola. Sono nato in fretta e furia, non so dove né quando. A ripensarci, non credo fosse stato previsto per me più di un minuto per venire al mondo, dimenarmi, guaire ed essere allattato. E’ notte fonda e fa un freddo che mi fa tremare sotto il bianco-nero del mio pelo meticcio. Vorrei averlo più folto come quello di Tony che sta nella gabbia accanto alla mia e che forse domani se ne andrà nella Stanza delle stelle, senza più tornare indietro. “Che fai Ciop, stai tremando?”. E’ secco come un fuscello mio fratello Ciop, come se la carne faticasse a restargli attaccata addosso. Il suo pelo raso in certi punti è completamente andato. Il fatto è che lui si gratta di continuo, notte e giorno, e più si gratta più sente freddo e quando gli dico di smetterla che così gli uscirà il sangue lui s’infila nella cuccia e fa finta di dormire. Ha sempre fatto così, mio fratello, chiude gli occhi quando non vuole dare ascolto agli altri. Nel barattolo di lamiera che quelli chiamano ‘La tua ciotola’ l’acqua si è ghiacciata al punto che quando intingo la lingua ci sento i chiodi dentro. Anche oggi si sono scordati di darci da mangiare, dicono che dovremo portare pazienza ancora per un paio di giorni ma che poi arriverà il cibo in scatola e allora faremo una grande festa come quella volta che la signora simpatica è arrivata con una carriola piena di scatolette, le ha aperte tutte con un aggeggio stranissimo ed è passata, gabbia per gabbia, a riempirci le ciotole fino all’orlo.

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