Penelope, capelli di cachemire

Accosta appena le finestre e le palpebre. Aspira l’aria fresca del primo mattino, lasciando lievitare le spalle, riadagiandole, poi, come in un lungo sbadiglio: Ah, la giornata promette luce a profusione, vento tiepido e un paio di nuove ricette da sperimentare. Sulla credenza di lato alla porta ha dormito un’altra notte anche il grande libro delle prenotazioni; tra le pagine ingiallite sfilano nomi, nick name e numeri di telefono. Se li fa dare più per scrupolo che per altro, da quando ha aperto La Tana del Riccio – poco più di un anno fa – non le è mai capitato di aver dovuto richiamare un cliente per accertarsi non le avesse tirato un bel pacco. Prenotano e arrivano puntuali con la luce dell’attesa dentro agli occhi, mangiano di gusto e poi ritornano, immancabilmente. Mai una lamentela o una disdetta dell’ultima ora. Si sente fortunata per questo Matilde. Fortunata per tutto. Deve averlo ereditato da sua nonna un simile carattere. Nessun castello di famiglia o terreno fertile, nemmeno un corredo di pizzi e merletti della trisavola nel testamento, ma quell’atavico sorriso dentro al cuore che sa renderle la vita più facile. “La fortuna si auto invita nella casa di chi sorride” era solita dirle nonna Agata che si alzava all’alba per aprire alle sue galline “ma si guarda bene di far visita ai musoni!” e andava a dormire serena soltanto dopo aver fatto rientrare nel pollaio l’ultima tiratardi. E lei, una musona non la voleva di certo diventare. Primo, non le sarebbe riuscito semplice per via di quella luce vivida dentro al cuore; e secondo, sapeva che la gente annaspava fino alla sua locanda per vedergliela addosso, quella luce, per respirarla e portarsene via un po’, come provvista per i giorni a venire. Certo, le sue costine di agnello al pepe verde e le torte al pecorino e composta di lampone sapevano prenderli per la gola stipulando un’intesa con ognuno dei loro sensi; ma era quel sorriso, quella capacità innata di far sentire chiunque a proprio agio, il vero segreto del suo successo.

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