L'AGNELLINO CHE CONTAVA LE LUNE

“Cosa vuoi che ti dica di me? Hm, vediamo… sono Tommaso. Ho due mesi di vita. Mi piace il latte della mamma. Ne vado ghiotto.  E tu, chi sei?”.

“Io sono Riccardo, ho 9 anni di vita. Anche a me piace il latte col cacao in polvere che lo devi mescolare fino a quando i grumi si sono sciolti tutti”.

“Il cacao in polvere? Ma io non lo conosco”.

“E’ una cosa buona che ti fa leccare i baffi” e si era passato due volte la lingua sulle labbra.

“Ma tu non hai i baffi”. Aveva riso Tommaso e poi tirato fuori la punta della sua linguetta rosa.

“Ma, daiii… è un modo di dire… voi non avete modi di dire?”.

Tommaso si era guardato attorno, smarrito “Voi chi?”.

“Voi agnelli, intendo. La vostra specie, non ha modi di dire?”.

Prima di rispondere, Tommaso aveva socchiuso gli occhi, respirato l’aria tutt’attorno. Era il suo modo di riflettere, quello. “Noi non usiamo le parole per raccontare la vita, noi la viviamo e basta, se ce lo permettono, quelli”.

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