Digiuno


Digiuno da te
Da troppo tempo ormai.
Ho forse qualche speranza?
Posso?
“Puoi tesoro lo sussurri appena, una cornetta tra le mani
     Che io senta e non senta
  Mi vuoi confusa come sempre.
La tavola apparecchiata, le posate d’argento, la tua sedia vuota.
“Oh, mia cameriera celeste”
Risuona nello spazio rosa la tua voce.
Col tuo vestito addosso gioco ai centimetri di troppo
Ho il petto d’ansia
Che fa slacciare i bottoni
Non sta bene ma il resto è da stirare
Di là in cucina.
So che non verrai tesoro
Conosco i tuoi impegni.
Sono la giovane amante dal nome impronunciabile
Rinneghi di avermi forgiata così?
Seduta sul divano appago la tua assenza
Gesti che colmano un vuoto
Fino a soffocarlo
Un pupazzo d’aria mi tiene compagnia
(è quanto di meglio sia riuscita a trovare)
Mi dice che verrai, si siede al tuo posto.
Ma il tempo è scaduto, stacco il turno di servizio
Non prima di aver congedato il mio ospite fantasma.