Vecchiaia



Mi hai pensata tu
Schioccando le dita
A tre tempi.
Quel giorno di braci e lucida follia
Io sono apparsa al tuo capezzale
Come la dea che già sovrastava il tuo letto
Sei bella – mi hai detto –bella
Come la vita che respira in grembo
Bella come un germoglio d’usignolo.
Ma quando la mia pelle
Non sarà più di luna, ti ho chiesto
E le mie ciglia non parleranno al vento
Tu, che farai?
Convocherai in sordina il tuo genio
La tua superba ispirazione
E insieme vi metterete al lavoro
Con fogli, idee e pennelli.
Mi restano almeno due vite ancora – mi dirai
E tu già ti sei fermata.