Campitura delicata


Campitura delicata
Occhi muti, quasi silenziosi 
Le mani più grandi che potessi incontrare
Che tu non sia più un’incognita
Per me,
(Questo sarà il ritornello d’ora in poi)
Né la possa diventare.
Ci sfrego sopra con le unghie
Fino a farmi male e 
Scopro che sei anche un po’
Tu, giocattolo 
Infranto,
Io, una batteria messa al contrario
Più per svista, sai, che non per altro.
Il fatto è… che
Non voglio tu sia 
Un nuovo quesito da sbrogliare,
I miei forse, i tuoi non so
Nè il mio domani incerto.

Non è tanto quello che so
(che so veramente intendo dire)
Se non che sei l’attimo vivo da cogliere
L’uomo da innalzare
La gemma che abbisogna di amorevoli cure.

Capisci? non voglio che tu sia 
La mia incognita leggera che mi sfugge dalle mani
La ferita aperta
Delle mie precedenti e sbagliate vite.
Ti chiedo di restare
Perché ogni incognita si ricolori di rosa topazio
Ed ogni forse trovi le sue risposte
In pochi attimi
Difficili da trovare.

Dentro di te ho intravisto l’immensità
Ed è lì che voglio perdermi
Per poi restare.