Africa

Africa 

Alla partenza non girarti indietro

Vai alla madre

Salda e accogliente

Così caparbia nel suo sgusciare via

Dai fasulli bisogni

Degli uomini.

Africa, tu che accogli e mai abbandoni

I figli che ritornano

Al tuo grembo di ocra

e sconfinati orizzonti.

 Tu ti lasci condividere mai possedere

E, lì, col carico inquieto di nuovi sogni

I pellegrini dalle anime perdute

Hanno deciso di fermarsi a te

Per onorarli.

Nelle tue lune di cristallo

Nei coralli delle tue memorie antiche

Sfaldano i contorni

E torna la madre  che non abbandona

Mai il figlio che a lei ritorna.

Il piede è saldo sulla terra arsa.

Solca le tue carni,

con l’infinita caparbietà di una carezza.

Smaniosa di avvicinare ogni distanza

 E mentre il sole tramonta e risorge mille giorni

Resterò tra le tue braccia

Con quella meraviglia implacabile

Che è propria dei cuccioli.