Bellezza Etica, Etica della bellezza

Cosmopolis
2013
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Recensione

Scritto da Teresa Giulietti

Cosa significa ‘bellezza’?
Quando una cosa può essere definita ‘bella’? E una persona?
Vi sono dei parametri imprescindibili, delle regole prestabilite, o tutto passa per il filtro dell’istinto e della soggettività?
E soprattutto: Chi decide oggi Cosa-e-Chi possa essere considerato Bello? Dietro alle pagine patinate dei giornali di moda Cosa e Chi si nasconde?
Può esistere una bellezza che sia anche buona, ossia rispettosa della Vita Tutta? Teresa lo ha chiesto ai grandi pensatori della storia, facendosi strada tra i vezzi, i belletti e le abitudini con cui le donne, di secolo in secolo, aspiravano al raggiungimento di un’idea di perfezione.
In questo lungo cammino non si poteva non rivolgere uno sguardo al mondo animale da cui l’uomo ha saccheggiato senza alcun ritegno: materia prima e suggestioni, ogni possibile ritaglio di vita e di pelle, convincendosi che tutto facesse parte dell’Inesorabile Ciclo Della Vita. Sì, ma di quale vita?
La donna dell’antico Egitto, così come quella della Grecia antica, della Roma Imperiale, o del Rinascimento, del Rococò e della Belle Epoque, fino a quella del Novecento, si è avvalsa dei più impensabili intrugli di derivazione animale pur di apparire bella e immortale. Le divette dello star-system, ammirate e imitate dalle donne del pianeta glamour, sembrano aver imparato la lezione tanto da non porre limite alcuno ai ritrovati più improbabili, frutto di immani sofferenze animali. Che sia bava di lumaca, cartilagine bovina o placenta di pecora, le temerarie amazzoni alla perenne ricerca di consensi non si piegano di fronte a nulla pur di arrestare dai loro volti lo scorrere del tempo, facendoli spesso divenire caricaturali e mostruosamente indescrivibili. Dietro al mito del nuovo secolo: la chirurgia estetica (DOC: di oscena chirurgia) si celano ulteriori sofferenze a danno dei nostri fratelli animali, oltre che la perdita di quel buon senso estetico stillatoci dal Leonardo più famoso dei tempi. Dal mondo animale anche la moda ha fatto riprovevole incetta, non solo attraverso il sadico mercato della pelliccia ma più in generale di quella che Teresa chiama ‘la disfatta di pelle-ex-vita’ discendenti e surrogati. Rivolgendo lo sguardo molto indietro, tra i guardaroba di principi e imperatori, cardinali, cortigiane e attrici del cinema muto, fino a catapultarci in un presente pur sempre intriso di indicibili sofferenze, l’autrice invita – da una parte gli stilisti in quanto ideatori di modelli, dall’altra noi tutti in quanto acquirenti, col potere di indirizzare il mercato – a valutare l’urgenza di una moda più consapevole ed etica che consideri l’assenza di dolore come la nuova sfida dell’ultimo secolo, e non più come un limite economico.
Non si può parlare di vita sana e rispettosa di altre vite senza toccare il tema dell’alimentazione, poiché la bellezza della pelle, dello sguardo, di un corpo armonioso, passa inevitabilmente attraverso le scelte compiute a tavola. Teresa ci insegna a mangiare in modo sano e naturale, senza introdurre sofferenza animale, così come a prenderci cura di noi avvalendoci di una cosmesi olistica, priva di tortura e di sostanze inquinanti, facile da realizzare in casa: divertendosi, risparmiando, senza mai perdere di vista la Vita, qualsiasi forma essa abbia assunto.