La mia biografia...

Teresa nasce a Parma, sotto il segno del cancro, una notte di luglio del 1972. La necessità di scrivere si fa sentire dai suoi primissimi anni di vita, Teresa a tre, quattro anni scrive per finta credendo di farlo per davvero. Scarabocchi e lettere sgraziate che all’età di cinque anni prenderanno senso e potranno finalmente essere capite dai sui primi lettori, gli amici dell’infanzia.

Dopo il diploma artistico presso il Liceo Artistico, si iscrive all’Università di lettere della sua città, un luogo un po’ fuori dal tempo e dalla storia, slegato ancora dalle regole commerciali e dai test alla spicciolata che rendono gli studenti automi senza sangue, e consegue la laurea in lettere moderne con un indirizzo artistico. Seguita a scrivere ininterrottamente perché la scrittura rappresenta per lei, prima che un passatempo, un’impellente necessità. Per mantenersi agli studi, si inventa una professione che recupera dalle sue eroine ottocentesche: scrive racconti, poesie, lettere d’amore e brevi romanzi su commissione.

I suoi mecenati sono per lo più imprenditori benestanti, manager troppo dediti al risultato finale, di certo carichi di un ego a cui non hanno saputo dare una forma creativa. Le chiedono di raccontare le loro vite, quegli esordi difficili tra squali e sanguisughe competitive, o quelle delle loro madri, mogli, sorelle che hanno dovuto fronteggiare destini impervi o famigliari insensibili. Teresa scrive di quelle vite come se fossero le sue, e talvolta, trova difficile entrare in un ufficio postale o al supermercato senza sentirsi sotto pelle i fremiti di quelle storie che la inseguono come ombre.

All’ età di 29 anni pubblica il suo primo romanzo, Le due età, per una buona casa editrice italiana, la Marsilio di Venezia che crede da subito in lei, in quello spirito giovane e un po’ maldestro capace di scandagliatrice le emozioni, senza giudicarle. Tanto che, nel giro di pochi mesi, il romanzo esce in seconda edizione, grazie anche ad una critica favorevole da parte di nomi noti del panorama intellettuale ed editoriale e soprattutto al passaparola dei lettori e dei librai.

Nel 2001 esce per una casa editrice modenese che pubblica unicamente romanzi erotici, il suo secondo romanzo dal titolo evocativo: La mercenaria dei sogni, con il quale vince un importante premio nazionale, La Dolcetta d’oro, finendo sui giornali femminili, i quotidiani, le trasmissioni televisive come la nuova Anais Nin dei tempi moderni. Ma quel gran fracasso da parte di giornalisti e addetti ai lavori, l’attenzione smodata verso quel ‘personaggio’ nel quale Teresa non si riconosce affatto, la fanno tornare sui suoi passi. Esce dalla scena per fare ritorno alla penombra. Sono anni di silenzio editoriale durante i quali seguita a scrivere romanzi, uno dei quali Pura Vida, poesie e racconti su commissione. Nel frattempo, cura una patologia cardiaca avvalendosi della medicina naturale, sottoponendosi a lunghe sedute di training autogeno per riscoprire le ragioni profonde, i sensi e i bisogni del suo cuore, seguendo antichissimi e più giovani percorsi tracciati dai grandi maestri del passato che non pongono barriere tra i meccanismi del corpo e quelli della mente. Studia ayurveda, poi naturopatia presso la scuola Riza di Milano, accanto a grandi maestri del calibro di Raffaele Morelli. Oggi lavora presso il suo studio di riequilibrio psicosomatico a Parma e insegna tecniche naturopatiche presso scuole private, avvalendosi anche della scrittura come strumento terapeutico.

Nel 2013 è uscito il suo e-book di naturopatia applicata, dal titolo evocativo: Le 4 stagioni, un percorso attraverso i segreti e la saggezza di Madre Natura, passando per le energie e i colori, i frutti e le suggestioni terapeutiche delle diverse stagioni. Come prevenire in modo del tutto naturale un malessere di stagione? A quali cibi chiedere aiuto? A quali piante? Come preparare una lozione idratante per il corpo avvalendosi di ingredienti naturali (cruelty free) o una maschera di bellezza per spegnere il Fuoco dell'estate, o l'umidità dell'autunno? Come diventare promotori della propria bellezza, senza dipendere dalle imposizioni che 'altri' ci spronano a seguire? Come riconnettersi con la saggezza atavica, generosa, giusta, della natura; dunque con il nostro cucciolo interiore che sceglie col cuore, senza lasciarsi ingannare dalla mente che troppo spesso 'mente'.

Ad ottobre 2014 esce un trattato dal titolo: Bellezza etica, etica della bellezza, Cosmopolis edizioni. Curarsi nel rispetto della natura e degli animali. Oggi, è possibile aspirare alla salute e all'armonia interiore ed esteriore in modo responsabile, consapevole, etico. Alimentazione vegetariana, integra e integrale, priva di sofferenza; piante e fiori stagionali intrisi della saggezza universale, cosmetici cruelty free, biologici, olistici, realizzati con ingredienti naturali e di facile reperibilità. Perchè, "Curarsi, aspirare alla bellezza, prendesi cura di sé, amorevolmente, può e deve diventare una scelta 'etica'. La scelta individuale finisce nel momento in cui comincia la vita di un altro essere vivente e l'universo della bellezza offre svariate occasioni per rendersi migliori, individui impegnati nella difesa della Vita, qualunque forma essa abbia assunto. Bellezza etica implica concetti, quali: rispetto e conoscenza. Additare gli 'altri' le case farmaceutiche e cosmetiche come cattive e sadiche (cosa per altro, spesso molto vera), senza prendere alcuna posizione pratica, non serve a nulla, se non ad alimentare un commercio dell'imbroglio e della sofferenza, già molto proficuo. Diventare consapevoli e promotori della propria salute può aiutare concretamente i nostri amici animali, l'ambiente in cui siamo inseriti, le nostre vite e quelle dei nostri figli. Scegliere i prodotti 'cruelty free', sostenere le case cosmetiche che fanno ricerca etica, sabotare quelle che impiegano - ancora nel 2014 e nonostante la direttiva europea che vieta la sperimentazione animale in ambito cosmetico - animali per cinici esperimenti, per lo più inattendibili; imparare a cucinare senza alimenti di origine animale, o a creare efficaci rimedi di salute e bellezza con gli ingredienti di casa: oli vegetali, frutta, fiori, melassa, latte di mandorla, aceto di mele, amido di riso, oli essenziali, crusca, e così via... significa divenire protagonisti di una Rinascita etica, morale, spirituale, oltre che estetica.

Il 14 febbraio, sempre per Cosmopolis Torino, esce LA BELLEZZA E' NEL CUORE.  Un percorso guidato alla scoperta delle potenzialità e della bellezza - fisiologica ed emotiva - del nostro cuore, con una lettura psicosomatica delle varie patologie cardiache, dalle più lievi a quelle ritenute più serie e destabilizzanti. Teresa si è concentrata sul linguaggio 'cuoresco' dei sintomi e sul senso che esso racchiude. Cosa si nasconde dietro ad un prolasso della valvola mitralica? Ad un ipertensione? All'anemia? Sono sufficienti farmaci chimici e tac per allentare un malessere e comprenderne la sue ragioni? Come ci si può mettere in ascolto cuorescamente, ossia allontanando i ragionamenti della mente che troppo spesso mente, e concentrandosi sui reali bisogni del nostro cuore?                                     

E' in uscita l'ultimo libro PARMA MERAVIGLIOSA - Edizioni Della Sera, Roma.

Una città bellissima e piena di contraddizioni, esplorata dall'occhio incantato di una bambina che poi diventa adolescente e donna, fino al giorno in cui la lascia per anni per poi farvi ritorno.

Teresa ne esplora luoghi, miti, personaggi, memorie e nuovi orizzonti, sempre accompagnata dalla musica che è madre, maestra e dea della città ducale, quella dei Farnese, della duchessa Maria Luigia, dei poeti del Novecento e dei nuovi slang musicali.

... Mesi fa mi viene commissionato un libro su Parma, da una casa editrice romana. Bene, mi dico, e ora cosa racconto? Ci sarebbe tantissimo da dire, secoli di storia, tradizioni culturali, culinarie, musicali... Da cosa parto? Da chi?

Sono abituata a raccontare storie di altri, lo faccio da anni. Mi commissionano romanzi autobiografici, raccolte di lettere, drammi e riappacificazioni famigliari, tormenti amorosi, ma nessuno fino a quel momento mi aveva mai chiesto di scrivere qualcosa sulla mia città. Più di qualcosa, un intero libro che appassionasse chi Parma non la conosce e facesse 'rinvaghire' chi magari c'è nato o ci vive.

Così ho compiuto una scelta di cuore. A pelle. Senza percorrere sentieri scontati, quantomeno prevedibili. Mi sono lasciata guidare dai miei ricordi, dalle mie passioni (musica, arte, poesia, colori) e dalle persone che di volta in volta - in questi mesi di scrittura e di duro lavoro - ho incontrato, ritenendoli preziosi testimoni, amici del mio pellegrinaggio senza meta, mai arrivati per caso.

Scrivendo della mia città ho scoperto di amarla, non credevo fosse possibile. E invece, ho riscoperto angoli e nuovi punti di vista dai quali poter guardare a lei con rinnovato interesse; scorci e interni famigliari che non conoscevo, personaggi che ho avuto occasione di ristudiare senza doverli poi richiudere in cassetti pieni di naftalina.

In questo libro ho voluto custodire molti dei luoghi che ho amato da bambina, in cui mi sono rifugiata, anche una volta diventata grande. Luoghi di cui, allontanandomene, ho sentito una forte nostalgia.

Parma non è soltanto una città borghese, provinciale, come spesso si è detto "con la puzza sotto il naso", una città emiliana spesso ripiegata sul proprio passato, poco avvezza ad accogliere le novità.

No...

Ho capito che non è affatto così. Ripercorrendone luoghi, miti, passioni, passato e presente, mi sono resa conto di quanto Parma sia molto più della bella cartolina (spolverata di torpore giallo crema) in cui ci si imbatte al primo arrivo, molto più che un luogo della memoria. Delle memorie collettive.

Parma è una città che conserva tenacemente i suoi vanti, troppo spesso calpestati da esigenze contingenti e da una totale mancanza di buon senso estetico, è una città che si sta aprendo al futuro, passo dopo passo, grazie soprattutto agli studenti che a Parma - per giunta, fin dal Medioevo - ci sono sempre stati; al futuro più torbido dei cambiamenti imposti e a quello naturale e fisiologico.

Parma è la sua musica, il suo teatro, i suoi appassionati loggionisti che hanno saputo riscrivere il linguaggio operistico e il gergo degli estimatori; è il suo Oltretorrente malmesso, trascurato, ferito, ma sempre pittoresco. A Parma convivono due sorelle diversissime, litigano, si confidano, stringono sodalizi, per poi tornare a litigare: quella dei bei palazzi ducali, dei negozi costosi, del teatro d'opera, delle istituzioni, e quella più popolare e Anti per eccellenza da cui sono partite tutte le rivoluzioni che hanno modificato l'assetto interiore ed esteriore dell'intera città.

Parma è il suo Lungoparma che è una tavolozza impressionista, i suoi tramonti placidi, le nebbie che ormai non ci tengono più nostalgia.

Parma, nonostante tutto, è Meravigliosa.


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